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“Viaggi per i sentieri infiniti del mondo con occhi increduli innanzi a ciò che di più grande non credevano di poter vedere. Un battito di cuore si incolla ad ogni passo lasciato sul terreno e il ricordo del tuo viaggio brillerà ad ogni successivo palpito".
(Federica Colarossi)
TOUR IN ETHIOPIA
LA PASQUA COPTA NELL'ETHIOPIA STORICA
14gg - 12 notti
Addis Ababa, Bahr Dar, Gondar, Axum, Gheralta, Lalibela
La celebrazione della Pasqua copta, nei luoghi che custodiscono il cuore della cristianità etiope, itinerari tra i meno battuti dai turisti, a contatto con una cultura che è insieme complessa e semplice, ancora legata ad una concezione arcaica dell’esistenza scandita dai cicli naturali, affascinante realtà unica nel suo genere nel continente africano, per chi vuol conoscere l’Ethiopia antica. La chiesa cristiana etiope è completamente diversa da quella cattolica, sia nei riti, che nelle credenze, che nelle stesse basi teologiche. Infatti, la profonda religiosità delle popolazioni etiopi è basata su una fede che nei paesi occidentali, dai più, è stata dimenticata da tempo e rimane solo come retaggio del passato: assistere alla celebrazione della Pasqua copta in Etiopia dà l’idea di assistere a qualcosa di unico e straordinario. Solenni processioni accompagnate da danze, che imitano le danze del re Davide, canti, che sono proprio i salmi davidici, e il lento suono del battere dei tamburi liturgici, i keberò, che insieme al tintinnio dei sistri, creano un’atmosfera surreale: si ha quasi la sensazione di avere abbandonato l’età moderna e di trovarsi in un’epoca antica, medioevale. Le funzioni inziano all’alba e durano anche cinque-sei ore. Trascorrere la Pasqua copta tra queste affascinanti chiese che riportano prepotentemente al presente un lontano passato è un’esperienza che rimarrà nella memoria, perché verrà incisa profondamente nell’anima.
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1° GIORNO - 05/04 Partenza da Milano Malpensa, alle 22.50 con volo di linea Ethiopian Airlines e arriva ad Addis Ababa alle ore 07.50.
2° GIORNO - 06/04 Dopo il disbrigo delle operazioni doganali, trasferimento in hotel 4*. Mattinata relax. Pomeriggio interamente dedicato alla visita guidata della città di Addis Ababa, sorta per volontà e scelta della regina Taytu, moglie dell’imperatore Menelik. Mille realtà si incontrano e si scontrano in questa bellissima metropoli africana. Fra gli edifici pubblici più importanti si annoverano il palazzo e il mausoleo dell'imperatore Menelik II, la cattedrale cristiano-copta di San Giorgio (1896), il moderno Africa Hall. L'Africa Hall fu sede, nel 1963, di un importante incontro tra i capi di stato africani, che in quell'occasione decretarono la creazione dell'OUA (Organizzazione dell'Unità Africana), trasformatasi nel 2000 in Unione Africana (UA). L'edificio è anche il quartier generale dell'ECA (Economic Commission for Africa), una commissione regionale del Consiglio economico e sociale dell'ONU che promuove lo sviluppo economico dei paesi africani. Luoghi di grande interesse sono tra gli altri il National Museum, divenuto famoso da quando custodisce la copia dei resti fossili, risalenti a 3 milioni e mezzo di anni fa, di “Dinquinesh” o “Lucy, l’Australopitecus Afarensis ritrovato nel 1974 ad Hadar; inoltre sono qui visibili interessanti reperti dell’antico regno axumita. Suggestiva è anche la salita dell'affascinante montagna Entoto, che raggiunge la considerevole altezza di 3.000 metri, da dove si gode una splendida vista della città. Dell’antica sede reale, qui voluta da Menelik, rimangono le rovine dell’antico palazzo e la chiesa di Debre Maryam, circondata da portici impreziositi da pregevoli affreschi, dove lo stesso Menelik venne incoronato imperatore nell’1880. In questa chiesa fu incoronato anche il suo successore Haile Sellassie. Nella parte ovest stimolante è il caotico e immenso“Merkato”, che vanta il primato di essere il più grande mercato all’aperto di tutta l’Africa. Trattamento di pernottamento e prima colazione, pasti liberi.
3° GIORNO - 07/04 Dopo la prima colazione, trasferimento via strada a Bahr-Dahr. Lungo la strada si incontrano i monasteri di Debre Libanos e Debre Marcos, il vecchio ponte Portoghese e si potranno ammirare i babbuini Gelada, specie endemica. Il monastero di Debre Libanos, situato sulla sponda del fiume Jema, è uno dei più famosi e popolari monasteri del XIII secolo. La chiesa, considerata uno dei luoghi più religiosi dell’Ethiopia, venne costruita dall’Abuna Tecla Haimanot nel XIII secolo e fu la prima ad essere distrutta dal terribile guerriero mussulmano Gragn. La chiesa, che venne più volte restaurata, si trova in una gola verde bagnata da limpidi ruscelli le cui acque sono considerate miracolose. La sua comunità monastica riceve migliaia di persone, ammalati e storpi che qui giungono anche da molto lontano per chiedere la grazia e che vanno in pellegrinaggio verso questo luogo sacro. Questo monastero fu, in passato, un importante luogo di cultoe tra i suoi monaci, che raggiungevano, nei momenti di massimo splendore, anche le 4000 unità, veniva scelto il capo supremo dei religiosi etiopi. Accanto alla chiesa, situato quasi a filo del dirupo si può ammirare il "Ponte Portoghese", un ponte di pietra che si crede fosse stato rinforzato con una malta ricavata dall'impasto di sabbia e uova di ostriche. Nel tardo pomeriggio si raggiungerà Bahr-Dahr. Cena e pernottamento in Hotel. Trattamento pensione completa.
4° GIORNO - 08/04 Dopo colazione escursione alle spettacolari cascati del Nilo Blu (Tis-Isat), che in lingua amhara significa “acqua fumante”: l’acqua, infatti, durante il salto si nebulizza formando una sorta di nebbia che nei periodi di massima portata è visibile da lontano. Dalle cascate si può godere di un grandioso panorama immerso nella lussureggiante vegetazione tropicale. Seconde solo alle cascate Vittoria, le cascate Tisisat sono alte circa 50 metri, e qui il Nilo, dalle sponde coperte da una rigogliosa foresta, cade diviso in quattro tronconi su un fronte di 500 metri. Il rumore è assordante, l’aria limpida e frizzante e il sole illumina magicamente la caduta di questa enorme massa d’acqua creando spesso piccoli e suggestivi arcobaleni e giochi di luce. Ritorno a Bahr-Dahr, pranzo in hotel. Nel pomeriggio, escursione in barca sul Lago Tana, alla scoperta dei monasteri eretti sulle varie isole. Si visiteranno alcune chiese tra quelle di Ura Khidane Mehret, la bella chiesa del Patto della Misericordia, Mahal Zeghie Ghiorghis, e, se in tempo, anche Azwa Mariam. Ura Kidane Meheret e Azwa Mariam, custodiscono affreschi ed antichi manoscritti risalenti al Medioevo etiopico, oltre ad icone, croci copte in argento, corone dei re e paramenti sacri. In una di queste chiese si dice sia stata nascosta l’Arca dell’Alleanza, trafugata da Israele ai tempi dei tempi. Cena in un ristorante e pernottamento in Hotel. Trattamento pensione completa.
5° GIORNO - 09/04 Trasferimento via strada per Gondar. Lungo il percorso si potranno ammirare suggestivi panorami. Sistemazione in hotel e nel pomeriggio visita della città, anch’essa situata in vista del lago Tana. E’ davvero particolare Gondar, fu sede degli Imperatori d'Ethiopia nei sec. XVII-XVIII, e di quell'epoca conserva i segni del suo passato imperiale nel recinto dei castelli; questi severi edifici del XVII° secolo costituirono una possente difesa contro i nemici musulmani. Alcune delle sue antiche chiese tra cui il "castello di Fasiladàs", "Castello di Iasù I" e la chiesa di Debre Berhàn Selassiè conservano alcuni tra i più bei murali, croci dalle forme più svariate e antichi codici miniati di tutta la regione. Molto interessanti sono il palazzo dell’Imperatrice “Mentwab” e il monastero di “Qusquam”. I massicci castelli di Gondar sono stati restaurati e costituiscono oggi la maggiore attrattiva della città, che gode anche della sua felice posizione nei pressi del lago Tana, dalle acque pescose. E’ la città di Gondar quella che conserva le tracce più evidenti del passato coloniale italiano in Ethiopia. Pranzo in hotel, cena in un ristorante e pernottamento a Gondar. Trattamento pensione completa.
6° GIORNO - 10/04 Proseguimento del viaggio in direzione di Debark, attraversando il Parco del Semien. Non c’è alcun dubbio che i monti del Semièn, oggi Parco Nazionale, i più alti dell’acrocoro etiopico, sono giudicati a ragione tra le cime più belle d’Africa. Si stagliano tra l’altopiano e la valle del Taccazzè, con un’altitudine tra i 2700 e i 4600mt. con il Ras Dashan a 4.543 mt di altezza, (quarto in altitudine del continente africano). Le montagne del Semièn rimangono nel cuore per gli splendidi paesaggi africani, la vista di panorami superbi che aprono a precipizi e a cime che si elevano improvvise ed inaspettate da vallate profondissime.. E’ stato scalato per la prima volta nel 1841 da Ferret e Galinier, è fuori dai normali circuiti turistici ed è meta solo dei turisti più ambiziosi. Il Semien, che in amarico significa “il nord”, raccoglie in un insieme unico ed affascinante i più suggestivi paesaggi africani: i contrasti cromatici creati dalla delicata sfumatura del colore rosso della terra e il verde della vegetazione, sofferte guglie, pinnacoli, ambe, profonde erosioni dominate da impressionanti tavolati, suggestionano profondamente l’osservatore. Escursione alle cascate di Ginbar e a Geech, dove potrete ammirare, tra panorami e scenari mozzafiato, una flora spettacolare (specie dopo il periodo delle piogge) e molti animali, tra cui una specie endemica di babbuini, i Gelada, detta anche “scimmia leone” e la Capra ibex walie o stambecco dell’Abissinia, specie ora protetta essendo arrivata alla soglia dell’estinzione, (si stimano circa 500 animali) dovuta alla distruzione del loro habitat originario. Cena e pernottamento in Hotel a Debark. Trattamento pensione completa.
7° GIORNO - 11/04 Di buon mattino, trasferimento via terra ad Axum, attraverso scenari e paesaggi davvero spettacolari. Sistemazione in hotel e visita dell'antica e storica città (oltre 1.500 anni di storia), cuore della cristianità Etiopica. Situata nell’altopiano del Tigrè, Axum diede il nome all’antico regno abissino di cui era il centro principale, fiorito nei primi secoli dell’era volgare e caduto nel VII° secolo a causa della conquista mussulmana. La città conobbe il periodo di massimo splendore intorno al III°-IV° secolo, quando la popolazione si convertì alla fede cristiano-copta. Anche dopo la decadenza politica essa continuò a rivestire un importante ruolo religioso, grazie alla fama della cattedrale di Santa Maria di Syon, nella quale secondo la leggenda sarebbero custodite le Tavole della Legge, trafugate dal tempio di Gerusalemme. Distrutta nel XVI° secolo, la cattedrale è stata oggetto di numerose indagini archeologiche. Cena e pernottamento ad Axum, trattamento pensione completa.
8° GIORNO - 12/04 In mattinata si visiterà il Parco delle Steli dove si può vedere, sdraiato, il più grande obelisco monolitico realizzato dall’uomo. L’imponente monumento, che fu dedicato forse a re Ramhai, vissuto nel III secolo d.C., cadde probabilmente mentre veniva innalzato e lì giace, tuttora spezzato in quattro parti. La stele più maestosa, che ancora oggi svetta di fronte all’entrata dell’area archeologica, venne ricavata da un unico monolito alto 23 metri. Alcune steli sono lavorate con pregevoli disegni architettonici in modo da assomigliare a un edificio a più piani con portoni, finestre e marcapiani, altre invece venivano erette grezze o lavorate parzialmente. Tra questi vedrete anche quello restituito recentemente dall’Italia. Qui sono visibili anche alcune tombe sotterranee realizzate sempre in pietra. La visita proseguirà ai Bagni e al Palazzo della Regina di Saba. Il “Bagno”, un ampio bacino idrico artificiale è tuttora funzionante. L’atmosfera suggestiva e tranquilla emanata da questo luogo esercita un fascino straordinario, donando sensazioni di pace e quiete. Dall’angolo opposto al bagno si erge, in cima ad una collina la necropoli del re Kaleb e di suo figlio Gebre Meshel. Questo complesso funerario, edificato con grosse pietre perfettamente tagliate, levigate e sormontate con estrema perizia, è formato da cunicoli e camere mortuarie. Si possono osservare le piccole figure di elefanti e croci che furono scolpite con mirabile gusto nella dura roccia di rivestimento. Si prosegue alla volta delle chiese, tra cui Santa Maria di Sion, costruita nel 1655 durante il regno di re Fasilidas sulle rovine della chiesa eretta nel IV secolo da re Ezana e distrutta dal cavaliere mussulmano Gragn. La chiesa, realizzata nello stesso stile dei palazzi reali di Gondar, presenta al suo interno pregevoli affreschi e – secondo la leggenda –in una cappella al suo interno è custodita l’Arca dell’Alleanza. L’ingresso alla cappella è severamente interdetto a chiunque, fatta eccezione per il monaco custode, che ha il compito di sorvegliare l’Arca fino alla morte e si dice che celi l’urna in cui sono conservate le due tavole di pietra consegnate da Dio a Mosè sul Monte Sinai. Nel pomeriggio si prosegue per il monastero di Debre Damo e il tempio di Yeha, di epoca pre-cristiana, costruito nel V° secolo a.c e che si trova a circa 40 Km da Axum. Accanto al tempio c'é una chiesa moderna dedicata a Abuna Aftse uno dei nuove santi della Siria arrivati qua nel nord dell’Ethiopia nel V e VI secolo. La chiesa custodisce crocifissi e vecchi manoscritti, tavolette di pietra con antiche iscrizioni in lingua sabea. Scavi archeologici hanno riportato alla luce, molti tesori e una varietà di statuette d’animali, alcuni di questi sono in mostra al museo nazionale d’Addis Abeba. Pranzo ad Axum, cena e pernottamento ad Hawsen o a Adigrat.. Trattamento pensione completa.
9° GIORNO - 13/04 VENERDI SANTO Una occasione per ammirare le cerimonie del venerdì santo, in queste chiese rupestri, dove tutto è ancora genuino. In questa regione, non ancora assuefatta ai turisti, avrete modo di conoscere una realtà culturale che affonda le radici ai primordi dell’umanità, una concezione arcaica dell’esistenza scandita dai cicli naturali e dal volere del Cielo. Visita di alcune tra le meravigliose chiese del Tigray del gruppo di Gheralta, costruite tra l’VIII e il XV secolo da mirabili artigiani. Si sono contate oltre un centinaio di chiese rupestri di mirabile fattura. Tra queste estremamente interessanti le chiese di Daniel Koror, Maryam Koror, caratterizzata da 12 colonne, 7 archi e svariati pregevoli dipinti del XII secolo. Un sentiero a sud conduce, invece, in circa un’ora di cammino alla chiesa di Abuna Yemata, scavata sulla liscia parete verticale della montagna e che richiede una forma fisica eccellente perché situata sopra un ripido pendio. La pregevole chiesa di Abreha-We-Atsebeha sorge su uno spuntone di roccia ed è realizzata all’interno di una caverna naturale nascosta alla vista dalla bianca facciata costruita in muratura durante l’occupazione italiana. Una particolare luce soffusa illumina gli straordinari dipinti che impreziosiscono le pareti e crea in chi li osserva una sensazione di affascinata meraviglia. Questi dipinti, realizzati su tela nel XIX secolo, rappresentano la Trinità e varie scene relative al Nuovo Testamento. Nella chiesa vengono inoltre conservate come importanti reliquie il letto di Ezana, il re axumita convertito al cristianesimo, e il croci ficco di Frumenzio, l’evangelizzatore arrivato dalla Siria. All’interno del santuario, nel lato sud sono custoditi, a detta dei monaci, anche i resti dei due mitici re Abreha e Atsebeha.Tra quelle più facilmente raggiungibili, interessanti straordinarie ed affascinanti sono le chiese di Wukro Cherkos e Degum Selassie. Proseguimento del viaggio in direzione di Macallè, la capitale della Regione di Tigrè e sede del quartier generale della United Nations Mission in Ethiopia and Eritrea. Macallè venne fondata come sua città capitale dall'Imperatore Giovanni IV d'Ethiopia nel XIX secolo. Lì G. Naretti edificò per l'imperatore il palazzo reale. Da allora la città è cresciuta fino a diventare uno dei principali centri economici dell'Ethiopia con un grande e moderno aeroporto (che presto avrà l'accesso alle rotte internazionali). Cena e pernottamento a Macallè. Trattamento di pensione completa.
10° GIORNO - 14/04 SABATO SANTO Prosegue il viaggio, attraverso stupendi scenari, per raggiungere Lalibela e visitare la chiesa di Yemeherenna Kristos, la prima chiesa della Lalibela. Descritta come un gioiello architettonico la chiesa è lunga solo 14 metri circa. Lavorata con grande eleganza è storicamente importante perché ricorda nelle sue incisioni gli obelischi axumiti. Le pareti della chiesa sono costruite con travi di legno orizzontali inserite in una struttura di pietra, tipiche della civiltà axumita. L'interno della chiesa ha dei magnifici archi , un elaborato soffitto decorato, una cupola sopra il santuario, e una ricchezza di dettagli scolpiti e dipinti su pannelli di legno. Uno dei posti più belli e affascinanti dell’intero paese, non a torto definita quale l’ottava meraviglia del mondo, Lalibela è rimasta isolata a causa del difficile accesso che ne ha mantenuto intatta l'originalità e la bellezza. Potrete ammirare ben undici chiese monolitiche Costruite per iniziative dell’Imperatore Lalibela, sulla cui nascita la leggenda racconta cose uniche, sono sino ad oggi luoghi di preghiera e venerazione per tutto il paese. In ciò che resta delle cronache medioevali di questo Paese del Corno d'Africa, troviamo un'annotazione che riporta l'arrivo di oltre 500 operai, provenienti da Alessandria d'Egitto, alla corte di Lalibela, per costruire, o meglio scavare 11 chiese rupestri, i più grandi monumenti monolitici di tutta l'Africa. Gli architetti del cristianesimo copto costruirono la loro "Città Santa" fra i canyon e le montagne dell'Ethiopia. Scolpirono e svuotarono montagne, traforarono colline, intagliarono tunnel e passaggi sotterranei, innalzarono una città invisibile e cattedrali di roccia che sorgevano direttamente dal macigno e le allacciarono ad un groviglio di gallerie. Separarono, come fosse una conchiglia, i versanti di una montagna e chiamarono Giordano il piccolo corso d'acqua che scorre nella valle. Le raffinate tecniche costruttive che resero possibile una così alta perfezione realizzativa si sono purtroppo perdute nel tempo. I sapienti architetti seguirono due differenti modelli architettonici: la chiesa ipogea veniva realizzata scolpendo la facciata su una parete verticale della montagna mentre quella monolitica veniva ricavata da un unico blocco di pietra preventivamente isolato con una trincea, in modo che solo il basamento restasse attaccato alla roccia madre. In entrambi i casi, una volta svuotato il volume interno, sia le facciate che gli ambienti interni venivano scolpiti così da far risaltare tutti i tipici elementi decorativi di porte, finestre, nicchie, marcapiani, volte pilastri e capitelli. Cena e pernottamento in hotel a Lalibela, trattamento pensione completa.
11° GIORNO - 15/04 PASQUA COPTA Intera giornata dedicata alla visita delle chiese della Lalibela. Potrete ammirare ben undici chiese monolitiche. Diverse chiese hanno il tetto a livello del terreno e alcune sono affrescate. Quattro chiese sorgono direttamente dalla roccia, saldate alla montagna dal pavimento, massi immensi scolpiti e svuotati. Una chiesa, Bet Abba Libanos, fatta costruire dalla moglie del re Lalibela in suo ricordo, è allacciata alla roccia solo dal soffitto, altre chiese sono ipogee, fuse con la montagna da una o più pareti. Medhanie Alem, la chiesa del Salvatore del Mondo, è un monolite lungo 33 metri e largo 23. Il suo tetto è sorretto da 28 colonne. Nel nascondiglio sacro di Bete Golgotha si trova la tomba di re Lalibela e il luogo del riposo simbolico di Cristo. Una delle più belle è la chiesa di Beta Ghiorgis: isolata, invisibile, massiccia. Non ti accorgi della sua mole fino a quando arrivi alla trincea che la nasconde. E’ a pianta cruciforme e sprofonda per ben 13 metri sotto la superficie della montagna. Tre croci concentriche ne decorano il tetto. L’orientamento delle chiese, che per la maggior parte presentano l’entrata a ovest e il Santa Sanctorum a est, ha un preciso significato allegorico: il fedele proviene dalla porta occidentale che rappresenta le tenebre ed avanza dal buio verso la luce, cioè dall’ignoranza verso la conoscenza. Nel tardo pomeriggio si potrà gustare un ottimo caffè assistendo alla preparazione rituale della cerimonia del caffè. In Ethiopia, terra del corno africano, l’usanza di bere il caffè è più di un semplice gesto frettoloso compiuto la mattina, magari al bar, prima di andare al lavoro; questo semplice gesto assume un significato particolare. Qui, la cerimonia del caffè, nero, bollente e abbondante è sinonimo di ospitalità, un segno di amicizia e di rispetto, sia che l’ospite venga invitato da un etiope nella propria abitazione, casa o capanna, sia che si rechi in un qualsiasi locale che pratichi questa tradizione. Tutto inizia bruciando dell’incenso dal profumo intenso in un incensiere di coccio accanto al quale la donna che fa il caffè, a mani nude, lava i chicchi bianchi di caffè in una ciotola. A lavaggio ultimato, li tosta in una padellina posta su un piccolo braciere e quando il fumo inizia ad inebriarsi nell’aria, cortesia e consuetudine vogliono che venga sospinto con il fiato verso il cliente o l’ospite, in modo che possa assaporarne gli aromatici effluvi e sentire la piacevole fragranza dell’aroma. Una volta pronto, il caffè viene servito in fingial, tazzine senza manico, versato dal gevenà, brocca di argilla tonda e panciuta alla base con un luogo collo laterale che termina in un beccuccio, e ogni tazza viene servita piena fino all’orlo. E’ un rito che va gustato attimo dopo attimo e che, di solito dura dai trenta minuti all’ora intera. Cena e pernottamento in hotel a Lalibela. Trattamento di pensione completa.
12° GIORNO - 16/04 In mattinata escursione alla chiesa di Naktuleab. Le pareti della semplice chiesa a forma di parallelepipedo sono state costruite con mattoni di pietra rossa, mentre è la volta della grotta a fungere da tetto. Si prosegue poi per il lago Hayk, dove potremo visitare il monastero di Debre Estifanos che risale al XIII secolo, di grande importanza appartenendo alla scuola di teologia cristiana copta presente in sole 3 sedi in tutta l’Ethiopia, istruzione riservata solo ai preti. Una prima chiesa sarebbe stata costruita, secondo la tradizione, nell’850 da un re non identificato che vi avrebbe deposto una pietra da altare venuta da Gerusalemme; al luogo il re avrebbe dato il nome di Debrà Naguadguad (convento dei tuoni) e per il servizio della chiesa avrebbe fatto venire 300 ecclesiastici da Axum, accordando grandi privilegi al convento. La chiesa è accessibile esclusivamente agli uomini, ma chiunque può ammirarne il panorama circostante, la cui flora ricca di euforbie, limoni, sicomori e acacie, è decisamente una vista incantevole. Il lago Hayk, a quota 2030 metri, è uno dei più bei laghi d’Ethiopia: incastonato tra colline boscose a ovest e a nord, e le maggiori alture, pure boschive del Uorrà Babbò a est e a sud. Le acque, dolci, sono ricche di pesci e richiamano innumerevoli uccelli acquatici, specialmente anatre selvatiche. Riprende il viaggio in direzione di Kombolcha. Cena e pernottamento in hotel. Trattamento di pensione completa.
13° GIORNO - 17/04 Ritorno via strada ad Addis Abeba, attraversando le regioni abitate dagli Amhara e dagli Oromo, ammirando paesaggi spettacolari e indimenticabili Si raggiungerà la capitale nel primo pomeriggio, avendo così del tempo libero per visitare ancora un po’ Addis Abeba. Day use dell’hotel e In serata cena tradizionale con danze e spettacoli folcloristici. La danza ha un ruolo estremamente importante nella vita degli etiopi e quasi ogni gruppo etnico ne ha una propria. La danza assolve a una serie di funzioni significative dal punto di vista sociale, in quanto elemento essenziale di celebrazioni delle festività religiose o di eventi sociali quali matrimoni e funerali; anticamente serviva anche a incitare i guerrieri alla battaglia. Nelle aree rurali è ancora possibile assistere a danze di ringraziamento per la natura, ad esempio per un buon raccolto o la scoperta di nuove fonti d’acqua ed anche per consentire ai giovani guerrieri di fare sfoggio della propria agilità ed abilità nella danza. Sebbene il paese vanti innumerevoli tipi di danze, il ballo più popolare e l’iskita, si basa interamente su morbidi ma scattanti sussulti delle spalle, alzandole, e abbassandole, spostandole in avanti e indietro rispettando un preciso ritmo. Osservare una o più danzatrici è un’esperienza unica. E’ un mezzo di comunicazione, allegro e sensuale. Inizia piano piano con movenze che assumono velocità, sinuosità e scaltrezza. Si resta, non solo affascinati dalle danzatrici e dai danzatori, ma esterrefatti, attoniti. Impossibile riuscire ad imitarli. Impossibile non ammirarli. In tempo utile trasferimento in aeroporto per imbarcarsi sul volo di ritorno. Partenza dall’aeroporto di Addis Abeba alle ore 23.45.
14° GIORNO - 18/04 Arrivo previsto in aeroporto di Malpensa alle ore 05.35.
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SISTEMAZIONI Nelle città la sistemazione è in albergo, quasi sempre i migliori disponibili, ad Addis Abeba alloggeremo in un 4*. Bisogna però essere aperti agli eventuali piccoli inconvenienti come la carenza di manutenzione specie nei bagni, mancanza di energia elettrica, etc. I pasti serviti in albergo rifletteranno la cucina internazionale, ma per i desiderosi di novità sarà possibile assaggiare anche la cucina locale. Può essere possibile che in alcune località del Sud, il pernottamento sia in campeggio (se non riusciremo ad avere conferma dei pernottamenti in Lodge o albergo).
MEZZI DI TRASPORTO Ad Addis Abeba e parte del viaggio verso il Sud, (dove le strade lo permettono) un pullmino, nel resto del viaggio invece saranno i fuoristrada Toyota ad essere i nostri compagni di viaggio, condotti da autisti esperti delle località che attraversiamo, con una buona conoscenza della meccanica per poter risolvere velocemente piccoli inconvenienti. Nel caso che siano previsti pernottamenti in campeggio un pick-up con le attrezzature di campeggio e le scorte alimentari completeranno la carovana. In questo caso i pasti saranno preparati dal cuoco, che quasi sempre sarà capace di sorprendervi positivamente.
N.B.
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TRATTAMENTO DEL TOUR Pensione completa Bed & Breakfast ad Addis Abeba
AEROPORTI DI PARTENZA Milano Malpensa
PARTENZA UNICA 05 aprile 2012
DATA DI RITORNO 18 aprile 2012
QUOTE DI PARTECIPAZIONE
| Quota base |
2375 |
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| Supplementi partenze da altri aeroporti |
100 |
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| Tasse e Fuel Surcharge al 30/11/2011 |
235 |
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| Supplemento camera singola |
215 |
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Tariffe per Persona in EURO
LA QUOTA INCLUDE:
- Volo aereo di Linea in classe economica, partenza e ritorno da Milano;
- Assicurazione turistica valida 30gg che copre i rischi sanitari, quelli inerenti al bagaglio registrato e quelli relativi agli annullamenti del viaggio;
- Trasferimenti in bus/minibus/auto fuoristrada;
- Guida turistica per l’intero periodo, di lingua inglese e italiana;
- Albergo (4*) in Addis Ababa in BB (pernottamento e prima colazione) in camere doppie;
- Alberghi 2-3* fuori Addis Ababa in FB (pensione completa inclusa una bevanda non alcolica ai pasti) in camere doppie;
- Barca, muli o cammelli come da programma;
- Entrate in parchi, chiese, musei, monasteri, ecc
- Permessi e tasse governative;
LA QUOTA NON INCLUDE:
- Diritti di iscrizione: € 80,00
- Visto di ingresso: USD 20,00 ottenibile all’arrivo in aeroporto, per i cittadini UE (che non siano nati in Eritrea).
- Pasti in Addis Ababa, bevande, extra e mance;
- Spese extra di carattere personale, per foto, balli, cerimonie, etc
- Spese per filmare e fotografare;
- Tutto quanto non indicato espressamente nel programma di viaggio
NB: Le quote sono state calcolate applicando le tariffe aeree attualmente in vigore. Queste possono variare sia per quel che riguarda le classi di prenotazione , le date di emissione nonchè le tasse aeroportuali, le security tax ed eventuali fuel surcharge. La nostra quotazione è pertanto da considerarsi sempre soggetta a riconferma, sino a quando non avremo le conferme delle prenotazioni aeree, dei servizi offerti e di eventuali oscillazioni dei cambi applicati: 1€=1,30$ (con una tolleranza del 3%)
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